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L’IRRESISTIBILE ELEGANZA DEL BLU: LO ZAFFIRO

Lo Zaffiro rappresenta la gemma portafortuna dei nati nel mese di Settembre.

Il nome deriva probabilmente dal latino “sappheiros” che significa “blu, azzurro”, mentre qualcuno ritiene possa derivare dall’ebraico “sappir” ovvero “pietra preziosa” . Nell’antichità questa meravigliosa pietra rappresentava verità, fedeltà, costanza nelle relazioni e sincerità; un vero e proprio talismano in grado di portare pace, serenità e protezione alle persone che lo indossavano. Pietra dell’amore autentico ed incondizionato, divenne ancor più famoso e desiderato quando fu proprio Lady Diana a riceverlo in dono come anello di fidanzamento.

 

Nello specifico lo zaffiro è, insieme al rubino, una varietà di corindone , secondo per durezza solo al diamante. Elementi chimici presenti in natura, come il cromo, il ferro, il titanio, come anche imperfezioni interne al cristallo, fanno sì che il minerale corindone possa assumere colorazioni dal rosso (rubino) al blu (zaffiro) ad altri colori tra cui giallo, rosa e verde.

Esiste una varietà rara di corindone che prende il nome di Zaffiro Padparadscha, caratterizzato da un’affascinante colorazione arancio rosata allo stesso tempo, che viene associata ai fiori di loto, dai cui il nome.

 

La più antica fonte di estrazione degli zaffiri blu è lo Sri Lanka, seguito dalla Birmania. Tra le altre si annoverano Australia, Cambogia, Cina, Kenya, Madagascar e altre zone dell’Africa,  USA e Vietnam. Ad oggi il Madagascar affianca lo Sri Lanka svolgendo un ruolo importante nell’estrazione di zaffiri, ricoprendo il 20% della produzione mondiale. Ad ogni modo bisogna considerare che le più belle gemme estratte provengono dal Kashmir, in India, in un giacimento però già esaurito nel 1930, gemme che si fecero notare per la loro sfumatura setosa, una colorazione delicatamente vellutata di rara bellezza.

 

Acquistare uno zaffiro, o un gioiello che lo monta, significa investire su una pietra di grande valore.

La prima qualità da considerare è il suo colore blu, che deve essere intenso e uniforme, ma di una sfumatura non troppo scura né troppo chiara, non deve presentare riflessi di altri colori come il verde o il rosso né risultare sbiadito. È consigliabile per questo motivo osservare la pietra alla luce del sole piuttosto che sotto una luce fluorescente, che tende ad alterarne i riflessi.

Le inclusioni non devono essere visibili ad occhio nudo, anche se talvolta finissime imperfezioni  attraversano la gemma donando sfumature più vellutate che spesso accentuano la bellezza e il valore dello zaffiro.  Questi stessi fili sottilissimi, se disposti in un modo particolare, possono produrre l’effetto del famoso e raro Zaffiro stellato.

Il più grande Zaffiro stellato conosciuto è la “Stella d’India” del peso di 536 carati, scoperto 300 anni fa in Sri Lanka, da cui proviene il secondo zaffiro più grande mai estratto: lo zaffiro Logan, con i suoi 423 carati di peso. Tra gli altri si annoverano altri zaffiri stellati: la “Stella dell’Asia” da 330 carati e la  “Stella di Mezzanotte” da 116 carati. Zaffiri famosi sono presenti anche tra i gioielli della Corona Inglese.

 

Per la cura di queste gemme non sono necessari trattamenti particolari, possono essere sottoposti a metodi di pulizia normale, come quella ad ultrasuoni.

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